Quando si deve riscaldare un ambiente industriale, logistico o produttivo, scegliere la tecnologia più adatta significa considerare molto più della sola potenza installata.
Altezza del fabbricato, volume da riscaldare, isolamento, apertura frequente dei portoni, presenza di personale in determinate aree e continuità dei processi produttivi sono tutti fattori che incidono sull’efficienza reale dell’impianto.
Tra le principali soluzioni oggi disponibili troviamo sistemi ad aria calda, termostrisce, pompe di calore e sistemi radianti a infrarossi. Pur avendo lo stesso obiettivo – garantire condizioni di comfort termico – queste tecnologie trasferiscono il calore in modo molto diverso.
Quattro tecnologie, quattro modalità di trasferire il calore
Riscaldamento ad aria calda
I sistemi ad aria calda riscaldano l’ambiente attraverso l’immissione di aria a temperatura superiore rispetto a quella presente nel locale.
Il principio è prevalentemente convettivo: l’aria calda tende a salire e a distribuirsi nel volume dell’edificio.
Questa soluzione può essere efficace in determinati contesti, ma negli ambienti industriali di grandi dimensioni presenta alcune criticità.
I principali limiti del riscaldamento ad aria calda nei capannoni industriali
1. Riscaldamento di grandi volumi d’aria
Nei capannoni con soffitti alti, occorre riscaldare una grande quantità d’aria per raggiungere le condizioni desiderate. Parte dell’aria calda può accumularsi nella zona superiore dell’edificio, mentre le persone lavorano a livello del pavimento.
2. Stratificazione del calore
L’aria calda tende a salire naturalmente. Senza un’adeguata distribuzione o destratificazione, possono crearsi differenze di temperatura tra la parte alta e quella bassa del capannone, con possibili sprechi energetici.
3. Dispersioni dovute ai portoni aperti
Nei magazzini e nelle aree logistiche, le frequenti aperture dei portoni favoriscono il ricambio d’aria con l’esterno. Questo può compromettere la stabilità della temperatura e richiedere ulteriore energia per ripristinare le condizioni di comfort.
4. Distribuzione del calore influenzata dagli ostacoli
Macchinari, scaffalature e postazioni di lavoro possono ostacolare la circolazione dell’aria calda. Per ottenere una distribuzione adeguata, è necessario studiare attentamente la posizione delle unità e la direzione dei flussi.
5. Difficoltà nel riscaldare soltanto le zone occupate
Se le attività si svolgono in aree specifiche, riscaldare uniformemente tutto il capannone può essere meno conveniente rispetto a una soluzione progettata per concentrare il calore nelle zone operative. La possibilità di gestire aree indipendenti dipende dalla configurazione dell’impianto.
6. Consumi legati alle caratteristiche dell’edificio
L’efficienza del sistema dipende da isolamento, altezza, ricambi d’aria, potenza installata e modalità di utilizzo. In edifici molto alti o con aperture frequenti, una progettazione non adeguata può comportare consumi elevati e comfort insufficiente.
Il problema diventa particolarmente evidente nei capannoni con soffitti elevati: una parte significativa dell’energia termica può concentrarsi nella zona superiore dell’edificio, mentre l’area occupata dalle persone rimane meno riscaldata.
Termostrisce
Le termostrisce sono pannelli o tubi sospesi a soffitto che trasferiscono il calore principalmente per irraggiamento. Installate generalmente a soffitto, emettono energia verso le superfici e le persone presenti nella zona sottostante.
Rispetto ai sistemi ad aria calda, il principio radiante permette di indirizzare maggiormente l’energia verso la zona occupata.
Le prestazioni dipendono però dalla configurazione dell’impianto, dalle temperature di esercizio e dalle caratteristiche dell’edificio.
Nel confronto con i nastri radianti a gas, un elemento importante da valutare è anche la sorgente energetica e il modo in cui il sistema genera e distribuisce il calore.
I principali limiti delle termostrisce radianti
1. Distribuzione del calore non sempre uniforme
In ambienti molto ampi, con postazioni di lavoro distribuite su superfici estese, la disposizione delle termostrisce può rendere più difficile ottenere una copertura omogenea. Possono crearsi zone più calde e altre meno confortevoli, a seconda del progetto e del posizionamento.
2. Minore flessibilità in presenza di ostacoli
Scaffalature alte, macchinari, carroponte e strutture interne possono interferire con la distribuzione dell’irraggiamento, creando zone d’ombra termica. La disposizione dei corpi radianti deve quindi essere studiata attentamente.
3. Difficoltà nel riscaldare solo le aree necessarie
Quando le persone lavorano in zone specifiche o su turni diversi, riscaldare efficacemente soltanto le postazioni occupate dipende dalla configurazione dell’impianto. Una progettazione poco flessibile può comportare consumi non necessari.
4. Vincoli di installazione e manutenzione
Le termostrisce richiedono spazi e distanze di installazione adeguati, oltre a una corretta gestione dei componenti e degli eventuali circuiti di evacuazione dei prodotti della combustione. In alcuni capannoni, le strutture esistenti possono rendere l’installazione più complessa.
5. Prestazioni legate alla configurazione dell’impianto
Non è corretto affermare che le termostrisce siano sempre meno efficienti: il risultato dipende da altezza, isolamento, geometria dell’edificio, potenza installata e modalità di utilizzo. Tuttavia, un impianto non correttamente dimensionato può non garantire il comfort desiderato o comportare consumi superiori alle attese.
Pompe di calore
Le pompe di calore trasferiscono energia termica dall’esterno all’interno dell’edificio attraverso un ciclo frigorifero.
Sono una tecnologia particolarmente interessante quando l’edificio è adeguatamente isolato e quando è possibile mantenere condizioni relativamente stabili all’interno dell’ambiente.
Negli ambienti industriali, tuttavia, occorre valutare attentamente alcuni aspetti:
- volume molto elevato da climatizzare;
- altezza del fabbricato;
- frequenti aperture dei portoni;
- ricambi d’aria importanti;
- temperature esterne;
- potenza elettrica disponibile;
- necessità di riscaldare solo determinate aree operative.
In un grande capannone, infatti, può non essere necessario portare alla temperatura desiderata l’intero volume dell’edificio.
I principali limiti delle pompe di calore nei capannoni industriali
1. Grandi volumi d’aria da riscaldare
Nei capannoni con soffitti molto alti, una pompa di calore ad aria deve riscaldare l’ambiente per raggiungere le condizioni desiderate. La stratificazione può portare l’aria più calda verso l’alto, mentre le persone lavorano a livello del pavimento. Il risultato dipende anche dalla distribuzione dell’aria e dalla configurazione dell’impianto.
2. Dispersioni con portoni aperti
Nelle aree di logistica e movimentazione merci, i portoni si aprono frequentemente per il passaggio di mezzi e materiali. Questo favorisce gli scambi d’aria con l’esterno e può rendere più difficile mantenere una temperatura stabile.
3. Tempi di risposta e recupero del comfort
Quando un ambiente è molto grande o subisce frequenti ricambi d’aria, riportarlo alle condizioni desiderate può richiedere tempo. La risposta effettiva dipende dalla potenza installata, dalla tecnologia utilizzata e dalle caratteristiche dell’edificio.
4. Difficoltà nel riscaldare soltanto le postazioni occupate
Se le persone lavorano in aree circoscritte, riscaldare l’intero ambiente può risultare meno mirato rispetto a un sistema progettato per fornire calore direttamente alle zone operative. Le pompe di calore possono comunque essere configurate per zone, se l’impianto lo consente.
5. Prestazioni influenzate dalle temperature esterne
Le pompe di calore aerotermiche possono ridurre la propria efficienza e capacità di riscaldamento quando la temperatura esterna scende. Il comportamento varia in base al modello e alle condizioni di funzionamento, perciò il dimensionamento deve considerare il clima del luogo d’installazione.
6. Necessità di una progettazione attenta
Per ottenere buoni risultati occorre valutare isolamento, altezza, distribuzione dell’aria, potenza richiesta, ricambi d’aria e profilo di utilizzo del capannone. Una progettazione non adeguata può comportare comfort insufficiente o consumi superiori alle attese.
Ed è proprio in questo scenario che il riscaldamento radiante può offrire un approccio differente.
Nastri radianti a gas: riscaldare dove serve
I nastri radianti SIABS sfruttano il principio dell’irraggiamento infrarosso per trasferire il calore direttamente alle superfici, alle persone e alle aree interessate.
Il sistema è costituito da un generatore di calore, installato all’esterno dell’ambiente da riscaldare, collegato a una condotta radiante installata generalmente a soffitto.
Il generatore produce i gas caldi che attraversano il circuito radiante. La superficie del nastro raggiunge la temperatura di esercizio ed emette radiazione infrarossa verso il basso.
In questo modo non è necessario riscaldare preventivamente tutto il volume d’aria presente nel capannone per ottenere una sensazione di comfort nella zona occupata.

Il principio è semplice: meno aria da riscaldare, più energia dove serve
Questo rappresenta una delle principali differenze rispetto ai sistemi ad aria calda.
Il calore radiante non deve necessariamente portare a temperatura l’intero volume del fabbricato: l’energia viene trasferita direttamente alle superfici e alle persone presenti nell’area interessata.
Il risultato è particolarmente interessante in presenza di:
- capannoni industriali di grandi dimensioni;
- ambienti con soffitti elevati;
- magazzini logistici;
- officine;
- reparti produttivi;
- hangar;
- edifici scarsamente isolati;
- zone con frequente apertura dei portoni;
- aree in cui è necessario riscaldare solo determinate postazioni o reparti.
I vantaggi dei nastri radianti SIABS
1. Riscaldamento per irraggiamento
Il calore viene trasferito attraverso radiazione infrarossa, senza affidare la distribuzione dell’energia principalmente alla circolazione dell’aria.
Questo consente di concentrare maggiormente l’effetto termico nella zona occupata, riducendo l’importanza della stratificazione tipica dei sistemi convettivi.
2. Riscaldamento degli ambienti di grandi dimensioni
Nei grandi volumi industriali, riscaldare l’intero volume d’aria può richiedere una quantità significativa di energia.
Il principio radiante consente invece di progettare l’impianto in funzione delle aree effettivamente da riscaldare, con una distribuzione mirata delle linee radianti.
3. Minore sensibilità alle aperture dei portoni
Quando un portone industriale viene aperto, l’aria calda presente nell’edificio può disperdersi rapidamente.
Il principio radiante presenta una dinamica differente: l’energia viene trasferita anche alle superfici e agli elementi presenti nell’area riscaldata.
Questo rende il sistema particolarmente interessante negli ambienti caratterizzati da frequenti aperture verso l’esterno.
4. Riduzione della stratificazione termica
Nei sistemi ad aria calda, l’aria calda tende naturalmente a salire, concentrando parte dell’energia nelle zone più alte del fabbricato.
Con il riscaldamento radiante, invece, il trasferimento dell’energia avviene direttamente dalla superficie radiante verso il basso.
Il calore viene quindi percepito nella zona occupata senza dover necessariamente portare l’intero volume dell’edificio alla stessa temperatura.
5. Nessun movimento d’aria necessario per trasferire il calore
Il trasferimento per irraggiamento non richiede la movimentazione continua di grandi quantità d’aria.
Questo significa ridurre i moti convettivi e limitare il ricircolo di polveri che può accompagnare i sistemi basati sulla circolazione dell’aria.
6. Zonizzazione del riscaldamento
Uno dei vantaggi più interessanti per il settore industriale è la possibilità di progettare il sistema in funzione delle diverse esigenze dell’edificio.
Non tutti i reparti, le postazioni o le aree di lavoro devono necessariamente essere riscaldati allo stesso modo.
I nastri radianti possono essere configurati per intervenire sulle zone realmente utilizzate, permettendo una gestione più mirata dell’energia.
7. Generatore installato all’esterno
Nel sistema SIABS il generatore di calore può essere collocato all’esterno dell’ambiente da riscaldare, mentre il circuito radiante viene installato all’interno.
Questa configurazione permette di mantenere libero lo spazio operativo e di integrare il sistema anche in ambienti produttivi dove lo spazio a pavimento è prezioso.
8. Soluzione adatta anche a grandi altezze
La tecnologia radiante è particolarmente indicata negli edifici caratterizzati da elevate altezze interne, dove il riscaldamento convettivo deve confrontarsi con la naturale stratificazione dell’aria calda.
L’irraggiamento permette infatti di trasferire energia direttamente verso il basso, indipendentemente dalla necessità di mantenere caldo tutto il volume superiore.
Nastri radianti SIABS: tecnologia per il riscaldamento industriale
La gamma SIABS comprende soluzioni progettate per applicazioni industriali e per il riscaldamento di grandi ambienti.
I nastri radianti I-RAD sono disponibili con potenze da 80 a 300 kW, con tubazioni di diametro indicativamente compreso tra 250 e 315 mm e temperature di esercizio dei tubi che possono raggiungere circa 100–295 °C, in funzione della configurazione.
La progettazione dell’impianto permette di combinare generatore, circuito radiante, distribuzione e termoregolazione in funzione delle caratteristiche specifiche dell’edificio e delle esigenze dell’utilizzatore.
Non esiste infatti un’unica configurazione ideale per ogni capannone: la scelta della tecnologia e il corretto dimensionamento devono tenere conto di superficie, altezza, isolamento, destinazione d’uso, condizioni operative e aree effettivamente occupate.
Quale sistema scegliere?
| Tecnologia | Principio | Particolarmente indicata per | Aspetti da valutare |
| Aria calda | Convezione | Ambienti con volumi contenuti e buona tenuta dell’edificio | Stratificazione, dispersioni, moti d’aria |
| Termostrisce | Irraggiamento | Ambienti industriali e zone operative | Configurazione e sorgente energetica |
| Pompe di calore | Trasferimento di energia termica | Edifici adeguatamente isolati e con condizioni relativamente stabili | Temperatura esterna, potenza elettrica, volume e aperture |
| Nastri radianti SIABS | Irraggiamento infrarosso | Grandi volumi, altezze elevate, zone operative, portoni frequenti | Progettazione e dimensionamento dell’impianto |
L’obiettivo non è riscaldare di più. È riscaldare meglio.
La scelta di un sistema di riscaldamento industriale dovrebbe partire da una domanda fondamentale: è davvero necessario riscaldare tutto il volume dell’edificio?
In molti contesti produttivi la risposta è no.
Quando l’obiettivo è garantire comfort nelle aree occupate, nelle postazioni di lavoro o nei reparti produttivi, il riscaldamento radiante a gas permette di adottare una logica diversa: trasferire l’energia direttamente dove serve, evitando di affidare tutta la distribuzione del calore al movimento dell’aria.
Per questo i nastri radianti SIABS rappresentano una soluzione particolarmente interessante per il riscaldamento di grandi ambienti industriali, soprattutto quando altezza, dispersioni, aperture e organizzazione degli spazi rendono meno efficace il semplice riscaldamento dell’intero volume d’aria.
SIABS: tecnologia radiante a gas per il comfort industriale.
Dalla progettazione del sistema alla produzione, SIABS sviluppa soluzioni Made in Italy per il riscaldamento di grandi ambienti, con un approccio orientato a efficienza, comfort e gestione mirata dell’energia.



